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Nel cuore della Sardegna, lontano dagli yacht di lusso, dalla vita notturna e dal mare mozzafiato, c’è la patria di uno dei prodotti tipici sardi più apprezzati: il vino Cannonau. E pensare che, fino a pochi anni fa, si credeva che questo particolare tipo di uva non fosse nemmeno originario della Sardegna, ma fosse stato importato dalla Spagna.

Poi, vicino a Borore, un piccolo paese al centro dell’isola, nel 2002 sono stati trovati moltissimi vinaccioli di vite (i semi che si trovano dentro gli acini dell’uva) nel sito archeologico Duos Nuraghes. I vinaccioli erano carbonizzati dal tempo, infatti sono stati datati intorno al 1200 avanti Cristo, quindi circa 3200 anni fa.

 

Questa scoperta ha dimostrato senza alcun dubbio che il Cannonau è un prodotto autoctono della Sardegna, apprezzato da millenni. Negli anni successivi, a confermare l’eccezionale scoperta, ci sono stati altri ritrovamenti in diverse parti dell’isola, come Sa Osa o Villanovafranca.

Dunque già le popolazioni nuragiche apprezzavano questa uva e bevevano questo vino, che si è poi tramandato nel corso dei millenni, fino a diventare, oggi, uno dei vini più antichi del mondo.

Le caratteristiche del vino

Il Cannonau è un vino molto corposo, con una gradazione alta che di solito non scende sotto i 13 gradi. Le varietà più comuni sono il rosso e il rosato. Sebbene sia diffuso in tutto il territorio, la produzione maggiore si concentra nelle zone centrali della Sardegna. Altre varietà sono il Passito e il Liquoroso, che richiedono una lavorazione diversa. Il liquoroso, in particolare, si ottiene con l’aggiunta di alcol di origine viticola al mosto.

 

La denominazione DOC indica che almeno l’85% dell’uva utilizzata è Cannonau, mentre il restante 15% è uva di origine locale. Inoltre, il suo invecchiamento minimo deve essere di almeno un anno, di cui la metà in botti di rovere.

Proprio per l’alta gradazione che lo caratterizza, il Cannonau è un vino che si presta perfettamente a secondi piatti corposi, come la selvaggina (va citato il tipico cinghiale di Sardegna o il “porceddu”, maialetto cucinato arrosto). Ottimo anche con i formaggi, meglio se stagionati, pecorino sardo su tutti.

Sicuramente anche chi non è mai stato in Sardegna avrà assaggiato almeno una volta un calice di Cannonau, ma nulla è comparabile a gustarlo nella sua terra natìa, assaporando, quindi, non solo il gusto e il profumo del vino, ma anche della fantastica terra in cui viene coltivato e prodotto. Cosa state aspettando ancora? Correte in Sardegna!

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