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“Primavera in Gallura”, la tradizionale serie di eventi che hanno luogo ogni week end dall’inizio di maggio fino alla fine di giugno in parti diverse della Sardegna, per la prima fa tappa anche a San Teodoro, proprio sabato 28 e domenica 29 maggio. Nel corso degli anni la rassegna è diventata talmente popolare, che ormai vi partecipano quasi tutti i paesi della Gallura, dalla costa fino all’entroterra. Ma le vere protagoniste della “Primavera in Gallura” sono le tradizioni. 

Ogni paese, infatti, sceglie un tema della tradizione gallurese da sviluppare e approfondire, strutturando le attività di quel week end secondo il tema scelto. In Gallura, le tradizioni sono così importanti perché si tratta di un territorio un po’ a se stante rispetto al resto della Sardegna. Gli abitanti hanno una lingua propria, il gallurese, i propri costumi, le proprie tradizioni e un carattere abbastanza indipendente, pur rimanendo inconfondibilmente sardi. L’intento di questa serie di eventi, quindi, è quello di riscoprire tracce, segni e testimonianze del passato e stimolare nelle giovani generazioni la conoscenza della propria storia.

Le tradizioni che non muoiono mai

È un impegno ambizioso quello di voler mantenere viva la memoria storica del territorio attraverso la valorizzazione degli stili di vita e delle tradizioni galluresi. Ma queste rappresentano una tale ricchezza e complessità che non possono essere dimenticate. Modi di vivere scomparsi quando le leggi del mercato capitalistico sono prevalse sull’economia rurale dei villaggi tradizionali; abitudini e gusti delle persone anch’essi scomparsi, omologati a tutti gli altri in ottica di una spersonalizzazione di massa; rimpiazzate le pratiche tradizionali del lavoro artigianale, in favore di industrializzazione massiccia e invasiva del territorio e dei prodotti. Tutto questo ha portato a grandi mutamenti nei villaggi, fino a far scomparire addirittura alcuni mestieri.

“Primavera in Gallura” si ripropone, invece, di mantenere vivo tutto questo e di non permettere che una terra antica e potente come la Sardegna possa cadere sotto la minaccia della globalizzazione spregiudicata, quella che non tiene conto della ricchezza che deriva dalle tradizioni e dalle usanze tipiche di un territorio.

Il tema scelto da San Teodoro è “La Chea”, ovvero la carbonaia. Anche sul Monte Nieddu, infatti, fino alla metà del secolo scorso, veniva estratto e prodotto carbone e, una volta arrivato a valle, caricato sulle imbarcazioni che partivano dalla spiaggia di Cala D’Ambra.

Si partirà sabato 28 maggio alle 17 con le esposizioni a cura di artigiani e artisti di San Teodoro, per poi passare alla degustazione di piatti tipici Galluresi. Domenica, invece, sarà dedicata alle escursioni (gratuite) sul Monte Nieddu, seguendo i “sentieri dei carbonai”. Per maggiori informazioni, visita la pagina dell’evento ufficiale su Facebook.

Per scoprire, invece, il programma completo fino al 26 giugno, visita il sito ufficiale dell’evento: www.primaveraingallura.it.

 

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